Visti i miei interessi in filosofia del linguaggio e visto il tema portante di questo blog, non ho potuto fare a meno di comprare questo breve libricino: il titolo me lo imponeva.
E devo ammettere che è fatto molto bene, nonostante sia soltanto una introduzione al linguaggio.
Il libro è diviso in sei capitoli:
1) Linguaggio e non linguaggio
2) Che cosa ci insegnano le scienze del linguaggio
3) Capire
4) Parlare
5) Imparare
6) I disturbi
Il primo è un capitolo introduttivo che illustra alcune distinzioni e concetti fondamentali: la differenza tra lingua e linguaggio; la relazione tra linguaggio e comunicazione; quella tra linguaggio e pensiero.
Il secondo capitolo parla della psicolinguistica, ossia di quella disciplina scientifica che si occupa del linguaggio all’interno della prospettiva della psicologia cognitivista. Inoltre illustra come psicolinguistica, neurolinguistica e linguistica riescono a farci comprendere molti fenomeni inerenti al linguaggio (fenomeni che sono articolati più nello specifico nei capitoli successivi).
Il capitolo dedicato al “capire” cerca invece di rispondere ad alcune domande sulla comprensione linguistica, mentre quello dedicato al “parlare” si occupa della produzione linguistica. Sono molto interessanti le risposte (dettagliate e ben documentate) che l’autrice dà ad alcune domande, come ad esempio:
“come fa un ascoltatore a identificare i confini delle parole, dal momento che questi non sono fisicamente presenti nel segnale acustico?”
(se ci pensate, infatti, quando produciamo frasi parlate, tendiamo a produrre una catena di sillabe e non rispettiamo le pause tra le parole che mettiamo quando scriviamo)
Il capitolo sull’”imparare” cerca di far luce su come i bambini apprendono la loro lingua. Infine l’ultimo capitolo si sofferma sui principali disturbi del linguaggio, presentandoli brevemente e fornendone una discussione.