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Archive for settembre 2011

bergamo scienza 2011Torno a parlarvi ancora una volta di Bergamo Scienza 2011. Continuerò a tenervi aggiornati costantemente su questo evento sia perché si svolge nella mia città sia perché ho avuto modo di seguirlo negli anni passati e devo ammettere che merita davvero attenzione.

Oggi ve ne parlo in quanto è uscito finalmente il programma dell’edizione 2011, che potete consultare cliccando su questo collegamento.

Gli ho dato una rapida occhiata e devo dire che ho già trovato qualche chicca. Ad esempio vi segnalo la conferenza che terrà George Ojemann dell’Università di Washington sul linguaggio e la neurochirurgia a paziente sveglio. Alla conferenza parteciperà anche Andrea Moro (di cui avevo recensito un suo recente libro qua), Stefano Cappa e Lorenzo Magrassi. Ecco la descrizione dell’incontro:

“Il mappaggio corticale tramite stimolazione elettrica
della corteccia cerebrale durante interventi neurochirurgici
in anestesia locale è stato introdotto per risolvere
un problema clinico: la variazione inter-indviduale
della disposizione delle aree corticali per il linguaggio.
La stimolazione elettrica a bassa intensità causa una
transitoria inibizione delle capacità di parlare quando
applicata a un’area coinvolta nel linguaggio, permettendo
così di identificarla. Questa tecnica, essenziale
per migliorare il trattamento chirurgico del paziente,
permette anche di aprire una finestra sul funzionamento
della corteccia cerebrale. È stato così possibile
studiare l’estensione delle aree corticali coinvolte nel
linguaggio in funzione del sesso, dell’età, delle diverse
lingue parlate e del grado d’istruzione del paziente.
Più recentemente sono stati studiati aspetti sintattici e
semantici del linguaggio con l’identificazione di siti
importanti per l’uso corretto dei verbi, distinti da quelli
necessari alla denominazione di oggetti.”

 

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Oggi vi parlerò di qualcosa di apparentemente meno serio, ma vedrete che la cosa potrà avere comunque il suo interesse filosofico.

Mi è capitato di vedere prima di cena il programma di Rai 1 Reazione a catena. In particolare mi è interessato il gioco finale, in cui i giocatori si trovano di fronte a una lista di parole prese a coppie e devono indovinare una terza parola nascosta che sta in mezzo alle due, la quale è in qualche modo legata alle altre da un punto di vista semantico.

Faccio un esempio: i giocatori devono indovinare quale parola sta tra le parole “agente” e “professionale”:

AGENTE

???

PROFESSIONALE

La soluzione in questo caso è “segreto”: c’è, infatti, l’agente segreto e il segreto professionale.

Il gioco mi ha ricordato una teoria sull’organizzazione del lessico mentale che potrebbe spiegare bene quali sono i meccanismi cognitivi che permettono ai concorrenti di fornire le soluzioni. Si tratta della teoria delle reti semantiche, elaborata a metà anni ’70 da due ricercatori – Allan Collin ed Elizabeth Loftus – secondo la quale i significati delle parole sarebbero rappresentati nella nostra mente come se fossero all’interno di una rete di collegamenti. Ogni parola costituirebbe un nodo di questa rete e sarebbe collegata ad altre parole (nodi). Un esempio ridotto di rete semantica potrebbe essere il seguente:


Come potete notare, più due parole sono comunemente correlate, più sono rappresentate vicine nella rete. L’idea di chi propone questa teoria della rete semantica è che quando sentiamo/leggiamo una parola si attiva il nodo corrispondente nella rete e, come conseguenza, anche i nodi che si trovano vicini a quello ricevono una qualche attivazione. Questo spiega perché se qualcuno vi parla di “tramonto” sarà più facile che voi pensiate anche a termini come “alba” o “nuvole” piuttosto che a parole come “veicolo” o “strada”.

Allo stesso modo allora si può dare una spiegazione di come i concorrenti di Reazione a catena  riescano a trovare la parola soluzione: sentendo “agente” e “professionale” si attivano questi due nodi nella rete semantica che si trova nella loro mente. Questi nodi diffondono poi l’attivazione ai nodi a essi vicini. Quindi vengono selezionate le parole che hanno ricevuto attivazione da entrambe le fonti ed ecco che si possono ottenere risultati come “segreto”.

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