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Archive for agosto 2012

Torno a parlarvi di BergamoScienza, il grande evento che si terrà dal 5 al 21 ottobre prossimi.

Bergamo è la città in cui vivo, quindi è con particolare interesse che seguo questo ciclo di incontri, conferenze, attività didattiche. Così… eccovi gli ultimi aggiornamenti.

BergamoScienza è giunto ormai alla sua X edizione. Conta ogni anno migliaia di partecipazioni – anzi dovrei dire centinaia di migliaia, visto che (leggo ora dal sito ufficiale) l’anno scorso sono state contate ben 118.000 presenze.

L’inaugurazione della manifestazione sarà il 5 ottobre. E già si prospetta una serata interessante per gli appassionati di linguaggio:

Protagonisti della prima serata del Festival saranno i pronomi, raccontati al Teatro Sociale in una conferenza-spettacolo, con musica e brani recitati, dal linguista Andrea Moro, il poeta Davide Rondoni e l’attore-scrittore Fabio Volo.

Questa è poi la presentazione delle principali conferenze, con i nomi dei rispettivi invitati al festival:

Saranno affrontate diverse tematiche: medicina, genetica, neuroscienza, fisica, neurobiologia, astrofisica, ingegneria, informatica, archeologia e paleontologia, biologia, chimica, psicologia della scienza, robotica.

Domenica 7 ottobre il premio Nobel per la Medicina 2004 Linda Buck proporrà un approfondimento sui comportamenti del cervello in base alla percezione di odori e feromoni. Sabato 13 sarà la volta di Bruce Beutler, premio Nobel per la Medicina in carica, scopritore dei meccanismi di attivazione del sistema immunitario nel corpo umano; domenica 14 ottobre è in calendario l’incontro con James Dewey Watson, premio Nobel per la Medicina nel 1962, uno tra i primi scienziati ad aver indagato la struttura della molecola di DNA.

Si illustreranno gli orizzonti futuri dell’informatica con Federico Faggin, fisico e inventore del microprocessore. Nell’appuntamento con il neuroscienziato Semir Zeki si definiranno i parametri scientifici della “bellezza”; il biologo Stuart Firestein metterà in scena una lezione-intervista allo scienziato Roger Brent. Il neurobiologo del Department of Zoology della Università di Cambridge Simon Laughlin avanzerà l’ipotesi che il cervello umano sia ormai giunto all’apice della sua evoluzione. Deborah Blum, unica giornalista donna ad aver vinto il premio Pulitzer per la scienza, evidenzierà l’importanza degli esami scientifici nelle indagini poliziesche. La fisica del calcio è il tema dell’incontro che il comitato giovani dell’Associazione BergamoScienza organizza con il fisico Nicola Ludwig: si dimostrerà come le leggi matematiche e geometriche possono essere applicate al mondo del calcio. Mamoru Kawaguchi, uno dei più autorevoli rappresentanti dell’ingegneria moderna, descriverà i suoi innovativi studi sulle strutture spaziali tridimensionali e pneumatiche.

Ampio spazio sarà riservato all’attualità scientifica con gli approfondimenti sul bosone di Higgs e la nascita dell’universo, curati da Guido Tonelli (fisico, collaboratore del CERN di Ginevra). E ancora: si tratterà di neuroeconomia con Alan Sanfey, mentre Ian Wilmut, “papà” della pecora Dolly, parlerà dei segreti della clonazione.

L’ultima conferenza in programma è dedicata al tema della sostenibilità ambientale. I relatori Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Sergio Mugnai (agronomo), John Brucato e Giovanni Bignami (astrofisici) e Francesco Salamini (biotecnologo) parleranno delle culture artificiali e della possibilità di allestire in futuro dei veri e propri orti lunari.

A settebre uscirà il calendario completo di tutti gli incontri. Scriverò ancora un altro post per informarvi meglio delle date delle conferenze che tratteranno di linguaggio, o che avranno ospiti che potrebbero interessare ai lettori di questo blog.

Per ora vi rimando al sito ufficiale del festival: www.bergamoscienza.it

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Oggetto di sempre maggiore attenzione nelle ricerche sulla cognizione (prima animale e poi umana), i neuroni specchio sembrano poter giocare un ruolo centrale anche nella spiegazione della comprensione del linguaggio naturale.

Prima di soffermarmi su questa relazione, tuttavia, vorrei dedicare questo post alla breve descrizione di che cosa sono e di qual è la funzione di quel gruppo di neuroni cui è stato affibiato il curioso appellativo di “specchio”.

Cominciamo col dire che i neuroni specchio sono stati inizialmente individuati da un gruppo di ricerca italiano, dell’università di Parma, coordinato dal Prof. Giacomo Rizzolatti attorno agli anni ’80-’90. La ricerca mirava a studiare i neuroni che nel cervello del macaco sono dedicati al controllo dei movimenti della mano. Tuttavia, i ricercatori si accorsero casualmente che tali neuroni si attivavano anche quando il macaco vedeva compiere gesti che coinvolgevano movimenti della mano dei ricercatori stessi.

In seguito si sono eseguiti esperimenti volti a dimostrare la presenza di neuroni specchio anche nell’essere umano e oggi ci sono buone ragioni per credere questo.

 

Ma in definitiva, che cosa sono quindi questi neuroni? e qual è la loro funzione?

I neuroni specchio sono innanzitutto delle cellule nervose: dei neuroni appunto. La loro caratteristica principale è quella di attivarsi in due circostanze:

a) quando l’individuo compie una certa azione;

b) quando l’individuo vede compiere la stessa azione da un altro individuo.

 

Ciò pare suggerire che noi comprendiamo le azioni compiute da chi ci sta intorno attivando le stesse cellule neuronali che si attivano quando siamo noi stessi a compiere quell’azione:

In virtù infatti di questa duplice attivazione, i neuroni specchio costituiscono un dispositivo neurofisiologico che mette in relazione le azioni esterne eseguite da altri con il repertorio interno di azioni dell’osservatore. Pertanto questo meccanismo sembrerebbe permettere al soggetto una comprensione dell’azione altrui “dall’interno” o, più precisamente, attraverso la stimolazione del proprio sistema motorio. (Severini, Neuroni specchio: leggi l’intero articolo)

 

In un prossimo post mi soffermerò sulle conseguenze che questa scoperta ha avuto per lo studio della comprensione del linguaggio. Ora, invece, per concludere, vi segnalo questo interessante video-intervista in cui Giacomo Rizzolatti parla dei neuroni specchio e di alcuni aspetti ad essi correlati, come la ricerca sull’autismo.

 

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