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Archive for maggio 2013

pavlovs_dogIn un post precedente mi ero già occupato della possibilità che anche gli animali, come l’essere umano, siano dotati di un livello mentale dei concetti. Avevo fatto ciò in modo molto intuitivo e probabilmente banale. Oggi torno a occuparmene con qualche dato scientifico alla mano in più.

In questi giorni sto leggendo il manuale di psicologia di Peter Gray e ho trovato un paragrafo in cui sono descritti alcuni esperimenti che fanno al caso nostro – nel senso che sembrerebbero supportare la tesi secondo cui gli animali sarebbero dotati di concetti.

Cominciamo con il chiarire che cosa sono i concetti. Gray a p. 114 (cito dalla V edizione inglese) definisce i concetti come regole per categorizzare stimoli in gruppi. Se ci pensate, la definizione di Gray è sintetica, ma molto efficace: ci dice, infatti, innanzitutto che i concetti sono degli “strumenti” (delle regole) che la nostra mente usa per categorizzare, ovvero per raccogliere stimoli percettivi in gruppi.

Poniamo di trovarci in un parco. Alla nostra sinistra vediamo (riceviamo uno stimolo di) una quercia. A destra vediamo un pioppo. Più in là c’è un faggio. Anche se non sapessimo dare questi nomi specifici agli oggetti che stiamo vedendo, sapremmo comunque riconoscere tranquillamente che si tratta di alberi. Che cosa è avvenuto nella nostra mente quando abbiamo riconosciuto che si trattava di tre alberi? E’ stato attivato il concetto di ALBERO, il quale ha appunto la funzione di raccogliere diversi stimoli (diverse percezioni, diverse forme) in un gruppo unico: la categoria degli alberi.

I concetti ci permettono quindi di capire a quale categoria appartengono gli oggetti che percepiamo, ma ci permettono anche di ragionare su queste categorie, di prevederne il comportamento, ecc.

Torniamo ora agli esperimenti citati da Gray sugli animali.

pigeonL’esperimento che intendo riportare è quello illustrato da Richard Herrnstein in un suo articolo del 1979. L’autore ha addestrato (si parla di condizionamento operativo) alcuni piccioni a beccare un tasto all’interno del contenitore in cui erano stati posti per ottenere un granello di cibo. Nel contenitore, tuttavia, vi era anche un piccolo schermo. L’esperimento prevedeva che il piccione avrebbe ottenuto il granello soltanto quando avesse beccato il bottone mentre sullo schermo compariva l’immagine di un albero. Se avesse beccato il bottone quando lo schermo non raffigurava un albero, nessun granello sarebbe fuoriuscito.

Dopo cinque giorni di addestramento, in cui ai piccioni furono mostrate 80 immagini (40 di alberi e 40 di altri oggetti), i piccioni avevano imparato a beccare il bottone solo quando compariva sullo schermo l’immagine di un albero.

Herrnstein, tuttavia, fece anche un altro esperimento. Provò, infatti, a mostrare ai piccioni l’immagine di un albero che non avevano mai visto prima (cioè che non era tra le 40 che avevano visto ripetutamente nei cinque giorni di addestramento). La cosa interessante fu che i piccioni beccavano il pulsante per ottenere il cibo anche con le nuove immagini di alberi.

Che cosa si può concludere da questo esperimento? La conclusione è che i piccioni si erano formati (o già possedevano) il concetto di ALBERO, ovvero erano in grado di riconoscere cosa appartiene alla categoria degli alberi e cosa non vi appartiene. Ma, cosa ancora più interessante, Gray segnala che sono di recente stati condotti altri esperimenti simili a quello di Herrnstein, in cui risulta che i piccioni sono in grado di acquisire i concetti di oggetti come automobili, sedie e volti umani.


– Herrnstein R. (1979), Acquisition, generalization, and discrimination reversal of a natural concept.

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logoVi segnalo questa conferenza che si terrà giovedì prossimo, 9 maggio 2013, presso l’università San Raffaele di Milano, dal titolo Linguaggio e neuroni specchio.

I relatori sono Giacomo Rizzolatti e Luciano Fatiga e devo ammettere che costituiscono due ottimi motivi per non mancare a quest’incontro che dovrà essere senza dubbio molto interessante.

La conferenza si terrà alle 14.30 presso l’aula Sant’Ignazio al Dibit2.

Comunque per altri dettagli vi rimando alla pagina ufficiale dell’università.

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